Due Lune ad illuminare il pianeta – Sandra Carresi

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Il racconto che proponiamo oggi è scritto da Sandra Carresi, un racconto Fantasy, edito dal sito “raccontioltre.it”.

Buona lettura ^-^

INIZIO STORIA:

Gli umani, abitanti della Terra, non erano esattamente esseri cattivi, ma di sicuro molto egoisti e parecchi di loro, amavano sperperare il denaro acquistando molto spesso cose futili, accumulando roba che poi puntualmente buttavano senza curarsi di chi aveva bisogno del loro aiuto.

C’erano stati periodi in cui l’uomo o almeno una parte di essi, era riuscita a dedicarsi ai più bisognosi, alcuni avevano sacrificato la propria vita nello studio e la ricerca delle malattie, altri si erano adoperati andando a prestare aiuto ai più bisognosi, ma la maggior parte era talmente egoista che pensava solo al denaro, alla carriera, fino a che molta gente, ancora in giovane età, si sentiva sola e veniva a mancare loro la fonte di calore principale della vita: l’amore e la costruzione della famiglia.

Molti divorzi, molte famiglie allargate, che potevano pure andare bene, se solo le avessero sapute gestire, invece no, l’egoismo aveva il nido pure lì.

Un bel giorno l’Altissimo in cielo si infuriò, anche perché di tutto ciò veniva incolpato Lui, che inutilmente aveva mandato segnali di fumo per avvertire il livello ormai alto di pazienza tollerata e sopportata.

Accadde esattamente nel 2025 Egli ordinò al Sole di ritirarsi, alle Stelle di spengersi e alla Luna di oscurarsi.

All’inizio ci fu una certa ribellione, soft, in segno di rispetto, ma l’Altissimo percepiva questo malcontento e un gran fermento, per cui convocò una riunione allargata, nel senso che partecipò tutto l’Immenso, mentre gli umani continuavano a litigare anche per il possedimento di un elastico…

“Bene, Egli disse, ho preso questa decisione dopo notti di tormento, ma non vedo altra soluzione, per cui, prima di far scomparire la razza umana dalla Terra, proverò a privarli di ogni fonte di luce esterna, dovranno iniziare a ritrovarla dentro i loro cuori, prima di allora, resteranno condannati al buio.”

Fu la Luna, e a dire il vero, non per altruismo, ma per salvarsi dall’oscurità che iniziò con una preghiera:

“Altissimo, lasciami almeno uno spicchio, affinché io possa far luce sulla Terra, il mio lieve bagliore, ricorderà loro cosa hanno perduto, e li aiuterà a guardarsi dentro.”

Il sole sornione, dentro di sé sorrise, ma da sempre innamorato della Luna pensò:

“La bella Luna le cose se le aggiusta sempre, ma a me, che sono pure un po’ malaticcio, un po’ di riposo non farà che bene, non la ostacolerò.”

E come sempre, fu un gran signore.

I fiumi, i monti, gli uccelli, i rettili, gli animali tutti s’inchinarono alla volontà dell’Altissimo, che nel frattempo, aveva accordato alla Luna una spicchio di luce. In realtà aveva ben compreso la vanità della Luna, ma pensava alle piante, ai fiori, a tutta la vegetazione che, malgrado tutto, sarebbe morta nel silenzio dell’oscurità.

Uno spicchio di Luna sarebbe stata perenne nell’immenso con la sua fioca luce fredda, in tutte le stagioni.

Il “fenomeno”, così lo giudicarono gli umani, mandò la terra in “arruffamento” più di quello che già era. Molti si ribellarono, studiarono l’evento, ci furono grandi vertici. Scienziati di tutto il Mondo misero a disposizione i loro studi, la loro esperienza, ma poi, col tempo si arresero e almeno una cosa la riconobbero: il volere Divino.

A questo punto, non rimase loro che organizzarsi alla nuova tremenda situazione.

Ben presto la Luna si pentì di essersi offerta come leggero spicchio di luce, perché si rese conto che quella piccolissima e unica parte di sé diventava sempre più grinzosa, accartocciata, invecchiava insomma, e molto velocemente, ma suo malgrado, non poteva fare altro che appassire all’ombra del suo enorme dispiacere.

Per gli umani, inclini alle loro abitudini, abituati ai loro agi, non fu affatto facile dimenticare la modernità e tutti i confort del progresso, ma davanti alla sopravvivenza furono necessari forti cambiamenti e si abituarono al buio pensando ai pipistrelli, o ai delfini o addirittura alle balene. Sfruttarono l’ecolocalizzazione, un vero radar biologico e si mossero attraverso l’udito. Certo, dovettero abbandonare anche la fretta, l’impazienza, la frenesia, perché per sviluppare tutto ciò ci vuole allenamento e tenacia.

Si resero conto che con due ore al giorno per un paio di settimane erano in grado di distinguere l’oggetto che avevano davanti e in altre due settimane sia i marciapiedi che gli alberi.

Ed era già un notevole passo avanti.

Molti terrestri, e la cosa sembra perfino impossibile, iniziarono a prendere coscienza sullo sperpero avvenuto di energia, e a quanto sarebbe stato importante un consumo in maniera efficiente e responsabile, combattendo così anche la minaccia dei cambiamenti climatici e il rischio di innalzamento del livello del mare.

Senza la luce la vegetazione non cresceva e quelle poche piante che riuscivano a farlo avevano foglie deboli e pallide.

Ma pur di vivere, l’uomo, reagisce, si rinnova, si adatta, e… continua a fare l’amore, possibilmente cercando una compagna che cerca di individuare, assaporare e scegliere anche al buio.

L’ultima volta che nel cielo si erano viste due lune brillanti, una delle quali rappresentata dal Pianeta Marte in tutto il suo splendore, era avvenuto nel lontano 27 agosto 2009, e fu così che l’Altissimo un po’ stufato dalla malinconia della Luna, un po’ intorpidito dalle assenti stimolanti chiacchierate col Sole e le pettegole Stelle, pensò che forse secoli di buio potevano bastare e nel 2287, gli Umani, una notte, a mezzanotte e trenta, videro brillare in cielo le Stelle, La Luna e dietro…, il Pianeta Marte che l’abbracciava.

S’inchinarono a tale bellezza e compresero che la luce era tornata sulla Terra.

L’Altissimo, sorrise e pensò:

Non arriverò a contare un numero altissimo che torneranno le insidie, la sete di potere e le loro arroganze. E’ incredibile, ma gli Umani sanno  comunicare fra di sé, ed essere generosi solo nelle grandi difficoltà e ristrettezze. –

Il Sole brillava alto sull’Immenso e sorrise all’Altissimo che con passo stanco ma sorridente si avviava per la sua chiacchierata dopo tanto silenzio e buio.

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