L’Oracolo – Michele Fiorenza

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Il racconto che proponiamo oggi è scritto da Michele Fiorenza, un racconto Fantascientifico, edito dal sito “raccontioltre.it”.

Buona lettura ^-^

INIZIO STORIA:

Kryton continuava a girare intorno al pianeta Azure ormai da parecchi giorni, stanco e desideroso di rientrare su Alpha e tornare a casa per il meritato periodo di ferie. In quel sistema stellare il lavoro era ormai terminato e la sua compagna di viaggio passava lunghi periodi in catalessi:

<Ne approfitto per riposare e diventare più bella!> aveva detto.

Bellezza sprecata, in una vita trascorsa quasi totalmente in viaggi interstellari, lontana dal suo partner e dai suoi discendenti.

<Conta la qualità della vita, non la quantità!> Quante volte l’aveva sentito ripetere…

Però i suoi lunghi, estenuanti viaggi gli avevano dato indicazioni diverse: le specie tendevano sempre ad accumulare risorse, almeno a livello collettivo. Persino quella specie selvaggia e numerosissima, che tenevano sotto osservazione, aveva un istinto innato per accumulare presunte ricchezze.

Erano ricchezze impalpabili, misurate con numeri astratti, a volte con pezzi di carta colorata, altre volte con gettoni metallici, che gli individui spesso scambiavano con oggetti o cibarie.

Gli Azure conducevano per quel motivo una vita frenetica, mentre a volte svolgevano attività inutili che sembrava recassero loro piacere e soddisfazione.

I mezzi di spostamento collettivo non erano molto diffusi, e nemmeno il teletrasporto. Avevano il mito di possedere veloci scatolette metalliche nelle quali entravano a stento, si legavano e si muovevano, spesso tutti insieme, ognuno nel suo trabiccolo, lenti come lumache, poi a tratti a velocità pericolosissime.

Più Kryton li osservava, meno li capiva.

I capi utilizzavano sempre una o più bande armate, per farsi ubbidire e per difendere il loro potere. C’erano poi varie caste, che indossavano divise fantasiose e che si arrogavano privilegi spirituali o poteri sulla vita e la libertà dei popolani.

Molto diffusa era l’abitudine di uccidere o frustare chi si era macchiato di una colpa più o meno grave. Nei casi più lievi si chiudevano in gabbia i presunti colpevoli per un certo numero di Soli. Di solito un Privilegiato in abito scuro decideva la colpa e la pena, dopo aver ascoltato due o tre popolani. Lacrime e proteste dei malcapitati non sortivano alcun effetto, mentre i furbi facevano parziali ammissioni, pagavano scaltri difensori e ottenevano pene soltanto scritte.

Tuttavia la cosa che aveva più stupito Kryton era quella specie di Oracolo che spiegava tutte le verità. E non occorreva che il popolano si recasse presso l’oracolo, perché lo poteva comodamente ricevere in casa, con una specie di teletrasporto al contrario e contemporaneo per milioni di popolani.

L’Oracolo raccontava gli avvenimenti, li interpretava, forniva le opinioni, faceva conoscere attrezzi, unguenti e cibi, soprattutto quelli conservati.

La sua compagna Whal si era sorpresa, sgomenta e allibita, per le ingenti quantità di zuccheri, di sale, di aceto e altri additivi misteriosi, necessari per conservare quei cibi.

Gli Azure non si nutrivano soltanto dei prodotti della terra e delle acque che le diverse stagioni potevano fornire, ma soprattutto delle elaborazioni segrete di quegli stessi cibi (in genere scarti) che sembravano essere particolarmente graditi.

L’Oracolo contribuiva a rinforzare gusti e convinzioni con continui moniti. E poiché Egli possedeva molte bocche, quasi sempre ne usava parecchie per spiegare come manipolare i cibi presenti nei piccoli cartoni o scatolette, o barattoli, o bottigliette, per ottenere certe poltiglie calde o fredde che i popolani sembravano gradire moltissimo.

Le specie più belle che coabitavano il pianeta venivano continuamente uccise con metodi tecnici e ben organizzati che non lasciavano scampo ai malcapitati, senza alcun rispetto per l’estrema bellezza di alcuni esemplari.

A comprova della ferocia e della scelleratezza della specie dominante, gli Azure non si nutrivano delle specie pericolose, ma di quelle innocue.

Da quando tale specie, che comunque era la meno stupida del pianeta, si era moltiplicata a dismisura, l’Oracolo predicava la bontà del mangiar poco, la necessità di proliferare pochissimo, di uccidere i vecchi e i malati, o lasciarli morire. Convinceva i vecchi a lavorare, anche gratis o per poco, e così i giovani, nel tempo libero, che in realtà era ben poco. In compenso si invogliava una sessualità sfrenata, spesso alternativa e infertile.

La cosa più grave era che nessuno ragionava più, tutti accettavano supinamente le verità dell’ Oracolo. Però questi non esisteva come realtà a sé stante, era l’immagine creata dai potenti del momento, rispetto ai quali i popolani erano soltanto schiavi drogati con false verità e falso benessere.

Ogni volta che Kryton protraeva quelle riflessioni, sentiva la nausea crescere in sé e quasi sopraffarlo…

L’accecante accensione del grosso pulsante bianco lo avvertì che il Supremo voleva ascoltarlo. Rispose.

<Com’è questo pianeta azzurro che ruota introno alla piccola stella?>

<E’ un bel pianeta, Supremo, pieno di colori, di suoni, acqua, ossigeno e vita. >

<Non essere blasfemo, Kryton, il “nostro” pianeta è il più bello dell’universo.>

<Certamente, Supremo, ma questo non è da disdegnare, se escludiamo i poli e la circonferenza massima.>

<La specie dominante è pacifica?>

A Kryton dispiaceva un po’ prendersi la responsabilità di esprimere un giudizio foriero di gravi conseguenze. D’altra parte Wahl dormiva in perfetta catalessi e comunque sarebbe stata più severa di lui.

<No, Supremo, non direi, e non è nemmeno saggia.>

<Allora dovremmo sterilizzare il pianeta almeno da quella specie nociva.>

<Sono dieci miliardi di esemplari…>

<Ci vorrà più tempo… o li temi?>

<No, anche se hanno molte bombe nucleari…>

Il Supremo rise. Kryton ebbe un sussulto al cuore: non temeva mai l’ottimo Supremo, tranne quando lo sentiva ridere.

<Allora basterebbero una decina di quelle antiche bombe al neutrone, che non sappiamo più dove mettere! Riunirò il Consiglio Stellare per decidere. Intanto potete rientrare, per il meritato periodo di ferie. A presto, Kryton. E salutami la piccola Wahl.>

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